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STAMPERIA MARCOGRAF S.r.l.
Corso Liguria, 28 - Venaria Reale - TORINO
Tel. 011.739.62.77 - Fax 011.739.82.33
- www.marcograf.it
La storia della stampa
Sappiamo dalla storia che in genere erano gli schiavi che si dedicavano
alla scrittura come, ad esempio, gli scribi egizi.
Papiri e pergamene venivano scritti su un solo verso ( pagina
) e incollati uno di seguito all'altro, quindi arrotolati intorno ad un
cilindro di legno o d'osso (umbelicum). Si veniva così a formare
un rotolo (volumen), che era poi protetto da un astuccio cilindrico (scrinium)
o da un cassetta (capsa). Per leggere era necessario svolgere il "volume".
I Romani usavano tavolette di cera unite con cordicelle per formare una
specie di libretto, il codex, soppiantato poi da papiro o pergamena tagliati
in fogli di forma rettangolare o quadrata e legati insieme a formare un
liber, termine adottato a partire dal III secolo d.C.
Furono proprio i Romani a istituire e promuovere il commercio librario.
Essi assoldavano scrittori e poeti di professione dando incarico ai copisti
di riprodurre le copie sotto dettatura collettiva. I bibliopolae rivendevano
poi a caro prezzo i volumina con le opere più in voga, diffuse
lungo una fitta rete commerciale.
Dopo la caduta dell'Impero romano e la calata dei barbari la scrittura
quasi morì. Sopravvisse solo grazie all'opera di monaci, che nel
libro vedevano lo strumento
di diffusione della religione. Il libro
doveva essere glorioso come l'immagine di Dio e le forme delle lettere
romane furono impreziosite di miniature.
In generale furono dunque i monaci a occuparsi della cura dei libri e
della loro duplicazione sugli ampi fogli di pergamena che avevano ormai
sostituito i papiri, assumendo l'antico nome di codex.
Alla produzione libraria erano
addetti gli amanuensi che assumevano però compiti e specializzazioni
differenti: l'artigiano preparava la pergamena mentre lo scriptor scriveva
il testo sotto dettatura del dictator. C'erano poi l'applicatore di rubriche
che decorava in rosso e il miniatore che decorava in oro. Per le note
c'era ancora un altro esperto e, ogni 3 amanuensi, un controllore (corrector)
verificava il lavoro svolto. Per ultimo il rilegatore rilegava il libro
.
Nel XII secolo apparve la carta, la cui tecnica
di fabbricazione fu importata in Europa dagli Arabi. Il nuovo materiale
risultò più economico della pergamena e di lavorazione più
semplice e rapida.
Gli amanuensi copiavano e decoravano e a fronte di una più ampia
richiesta il lavoro oltrepassò i confini monastici interessando
anche l'opera di donne.
La miniatura trovò così nuove soluzioni per mano di artisti
laici capaci di una più geniale espressività artistica,
con inserimento di ritratti e scene di natura d'ambiente.
Dal XII secolo, invece di usare la numerazione, sotto l'ultima riga di
ogni pagina veniva riportata
la prima riga della successiva. Questo sistema verrà ripreso nel
primo periodo delle edizioni a stampa
.
Nel XIII e XIV secolo il rifiorire degli studi e lo sviluppo delle università
incrementano la produzione libraria. Gli amanuensi diventano ricercatissimi
e il loro lavoro aumenta, ma ciò a scapito della precisione del
testo. Diventano una categoria importante e si fondano corporazioni. Gli
amanuensi più validi, come Vespasiano da Bisticci, saranno coloro
che, dopo l'invenzione della stampa
, riusciranno a mantenere il loro prestigio creando scuole di alto virtuosismo
per nobili e prìncipi.
Nel XV secolo per una sola pagina
si doveva pagare 6 oche o due paia di scarpe oppure mezzo barile di birra.
L'arte della stampa
Potrebbe sembrare abbastanza naturale che, dopo aver inventato l'alfabeto
e la scrittura, si passasse in poco tempo all'invenzione della stampa
ossia del modo di riprodurre, mediante una adeguata pressione, segni o
figure su un supporto atto a conservarne l'immagine.
Eppure bisognerà attendere fino alla metà del 1400 per festeggiare,
nel mondo occidentale, la nascita ufficiale di questa tecnica
.
Tutto ciò prima dell'invenzione della stampa
!
Va detto tuttavia che per certi aspetti e sotto forme particolari la stampa
non fu sconosciuta agli antichi, a partire soprattutto dall'area orientale
e in particolare dalla Cina.
In Europa si stampa va mediante
tavolette di legno incise. Poi si passò a stampa
re pagine di solo testo da intercalare a pagine di figure e si ebbero
i primi libri silografici (dal greco xylon = legno) di figure e di testo.
Questi ultimi in particolare erano denominati Donati, con riferimento
alla grammatica latina del Donato, primo libro
didattico impresso con questo sistema.
Come più o meno tutti sanno, l'invenzione della tecnica
di stampa moderna è
attribuita a Gutemberg che, a Magonza, mise a punto dei caratteri
incisi nel legno ma in forma modulare così che potessero essere
composti in successione tra di loro in modo da formare parole, righe e
pagine di testo. Pagine che, non più intagliate in un'unica tavoletta,
erano composte da tanti piccoli frammenti intercambiabili: ecco inventata
la stampa a caratteri
mobili.
Fin qui si può ancora pensare ad una tecnica
xilografica mentre la vera tipografia
nasce quando Gutemberg, con i soci Fust e Schöeffer, realizza caratteri
più resistenti, incidendo punzoni e matrici in metallo dai quali
si ricavano, mediante fusione di una lega di stagno e piombo, i tipi,
caratteri metallici sempre
da combinare con il criterio della composizione a caratteri
mobili.
La morte di Gutemberg, la distruzione della sua officina a seguito di
eventi bellici, la fuga degli operai e la diffusione, sia pure sommaria,
delle informazioni tecniche sulla nuova arte tipografica
diffusero in tutta Europa l'innovazione e contribuirono a creare confusione
sulla sua vera origine. Furono in molti infatti a contendersi e a rivendicare
l'invenzione della tipografia
.
Dopo il sacco di Magonza del 1462, molti operatori tipografici
tedeschi si sparsero per l'Europa e giunsero soprattutto in Italia, chiamati
da cardinali o da monaci di conventi, da prìncipi, da città
o repubbliche, per impiantare attività tipografiche
.
I primi stampatori chiamarono
la loro attività ars impressoria o anche calchographia e solo verso
la fine del XV secolo le venne attribuita la definitiva denominazione
di typographia, divenuta in tempi moderni tipografia.
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TECNICHE
DI STAMPA
Con particolare riferimento alla stampa di documenti e/o
atti ufficiali
Questo brano di testo è offerto a titolo di
documentazione pubblica gratuita da: Stamperia
Marcograf S.r.l.
STAMPA TIPOGRAFICA (o rilievografica)
La stampa si presenta con
bordi più marcati. Viene generalmente utilizzata per documenti
autentici in particolare nell’apposizione del numero seriale tramite
un apparecchio numeratore. E' fra le più antiche tecniche di stampa.
Dal nome si può ben comprendere la tipologia di stampa.
Si tratta infatti di una matrice in rilievo che, dopo essere stata bagnata
di inchiostro, viene sottoposta mediante pressione a contatto con il supporto
cartaceo depositando l'inchiostro su di esso. Semplificando molto si può
dire che la tecnica tipografica è equivalente alla metodologia
di apposizione dei timbri a mano, dove la matrice in rilievo è
il timbro stesso che, bagnato nel tampone, deposita sulla carta l'impronta.
Per trasferire l'inchiostro dalla matrice alla carta occorre imprimere
una notevole pressione. Questa pressione determina due peculiarità
che permettono di riconoscere la tecnica di stampa.
Queste sono: L'inchiostro, depositandosi sulla carta, per effetto della
pressione rimane più accumulato ai bordi del carattere. Questo,
detto EFFETTO ORLO o MARGINI PRESSATI, è caratteristico appunto
della tipografia. Nel lato opposto alla stampa
la carta rimane impressa. Questa caratteristica è rilevabile sia
al tatto che all'osservazione a luce radente. La luce, in questo modo,
determina una ombreggiatura della carta sottoposta a pressione.
STAMPA LITOGRAFICA - OFFSET
TRATTO
E' una stampa che si presenta
in modo omogeneo senza effetto orlo. Viene comunemente utilizzata nei
documenti originali, di norma per le colorazioni di fondo dei documenti.
Non rappresenta di per se una tecnica di sicurezza (perchè facilmente
riproducibile in qualsiasi laboratorio di Tipo/lito), ma nei documenti
si utilizza per riempire la pagina di un motivo intrecciato. Una eventuale
abrasione di alcuni dati quindi va a rovinare tutta questa stampa
rendendo più chiara e leggibile l'abrasione/alterazione. Questo
tipo di stampa non viene MAI
utilizzata per la stampa dei
numeri seriali. Le stampe litografiche utilizzate per le stampe dei documenti
(passaporti - banconte ecc.) sono due:
OFFSET
La stampa offset
(metodo di stampa indiretta,
l'immagine da stampare viene
prima trasferita ad una superficie intermedia di gomma e successivamente
su carta; poiché un morbido strato di caucciù aderisce perfettamente
alla superficie da stampare,
la qualità della stampa
risulta molto più nitida) all'ingrandimento può presentarsi
in due modi:
• uso dei soli colori di quadricromia, stampa
CMYK (Ciano,Magenta,Giallo,Nero)
Nel dettaglio è molto simile alla stampa
a getto d'inchiostro, apparendo puntinata. E' raro trovare questi falsi,
poiché facilmente riconoscibili
• uso dei colori specifici, tono continuo
E' il metodo più usato per la produzione di falsi, perché
ha il duplice vantaggio di essere più fedele all'originale e di
poter stampare molte copie.Il
particolare ingrandito non appare più puntinato ma bensì
con un profilo regolare. La stampa
Offset può utilizzare, per la composizione del colore, la tecnica
tricromatica. Comunque, nell'utilizzo di questa tecnica, si possono utilizzare
diversi colori tra i quali: - Inchiostri cangianti - inchiostri che si
rivelano ai raggi UV - inchiostri speciali. Il carattere viene impresso
senza subire pressioni, per questo tutta la stampa
sarà uniforme e ad un livello identico.
LITOGRAFICA AL TRATTO:
Utilizza solamente colori puri. Un esempio si può notare nelle
stampe a registro delle banconote da 50.000 e 100.000 £.
STAMPA SERIGRAFICA
SERIGRAFIA
E' una tecnica di stampa che
utilizza dei telaietti di materiale sintetico (un tempo di seta, da qui
il nome serigrafia). Le impressioni ottenute sono ben nitide, ma ingrandendole
si riesce a distinguere la trama del telaietto (sotto forma di puntini).
Inoltre i contorni non sono lineari ma seghettati, appunto per la presenza
del telaietto di stampa. Oggi
le maschere per litografia sono ottenute con tecniche fotografiche, impressionando
un polimero mediante positivi fotografici. E' una tecnica di stampa
che permette di stampare su
qualsiasi supporto (carta, stoffa, pellicole plastiche, metalli). I falsari
tendono ad utilizzare questa stampa
per imitare la calcografia. Infatti anch'essa si presenta in rilievo (ma
non presenta depressioni sul verso).Il carattere visto attraverso una
lente di ingrandimento si presenterà composto da puntini e con
bordi sfilacciati. Questa tecnica non viene mai utilizzata per documenti
autentici, il suo utilizzo è sempre indice di contraffazione.
STAMPA CALCOGRAFICA (o con matrice in incavo)
sistema di stampa incavografico
generalmente su lastra in rame, le varie tecniche disponibili sono:
INCISIONE AL BULINO, direttamente
sulla superficie del metallo.
PUNTA SECCA, ottenuta con una punta
di acciaio o di diamante; il materiale sollevato dall'incisione, detto
"barbe", si conserva parzialmente o totalmente per creare effetti
particolari.
ALLA MANIERA NERA O MEZZA TINTA su
una lastra interamente granita si ottengono i grafismi più o meno
forti con grattatoio e premitoio), acquaforte (si copre la lastra con
vernice antiacido e si scalfisce con una punta scoprendo il metallo, l'incisione
avviene immergendo la lastra in una bacinella contenente percloruro di
ferro o acido nitrico)
VERNICE MOLLE la vernice antiacido
è addizionata a sego, si pone sopra la lastra un foglio di carta
ruvida sul quale si calca il disegno. Il foglio strappato lascia la traccia
da incidere con l'acido
INCISIONE ALL'ACQUA TINTA
la superficie della lastra viene coperta da un omogeneo strato di colofonia
che viene scaldato. L'acido penetra tra grano e grano di colofonia incidendo
minuscoli puntini che alla stampa
danno toni grigi. Effetti vari si ottengono mescolando colofonia con cera
antiacido o usando sale, zucchero o altro ingrediente. I caratteri sono
in rilievo verificabili al tatto una verifica può essere fatta
facilmente con la carta d'identità italiana, ove le scritte di
copertina sono in stampa calcografica.
Il procedimento è molto laborioso e viene utilizzato solo per stampare
singole parti di documenti autentici.La stampa
calcografica è la tecnica di stampa
di sicurezza per eccellenza. Deriva da una antica tecnica di stampa
con matrice in cavo. Questo metodo permette di trasferire gli inchiostri
speciali sul supporto mediante forti pressioni. In questa stampa
si utilizzano inchiostri meno fluidi che nelle altre stampe. L'inchiostro
trasferito dalle parti incise alle carta risulta perfettamente percettibile
al tatto. Questo rilievo risulta ancor più percettibile all'osservazione
alla luce radente. Questa infatti, creando una serie di ombreggiature
sui rilievi dell'inchiostro, evidenzia le parti scritte dal supporto cartaceo.Ormai
la calcografia viene utilizzata in tutte le stampe di sicurezza (banconote
- passaporti - visti - Carte di Identità ecc.) In particolare vengono
stampati in Calcografia gli
Stemmi, alcune cornici con incluse microscritture, STAMPE LATENTI.
Negli ultimi anni vengono utilizzati inchiostri otticamente variabili
(OVI) nella stampa calcografica,
aggiungendo quindi ulteriore sicurezza nelle stampe.
Le stampe calcografiche sono sotto il diretto controllo dello Stato,
al termine delle lavorazioni i materiali residui vengono distrutti.
FOTOCOPIA (bianco e nero)
Che lo stampato non sia stato
riprodotto tramite fotocopia. La fotocopia, ovvero procedimento di stampa
a secco, di solito è facilmente riconoscibile per le seguenti caratteristiche:Il
torner, inchiostro in polvere, rende i caratteri stampati
più lucidi ed alcune volte rilevabili al tatto.
FOTOCOPIA (colore)
La fotocopia a colori, richiede che il foglio di carta su cui viene riprodotto
il documento passi varie fasi di lavorazione che corrisponderanno all'impressione
ed al fissaggio sullo stesso dei colori fondamentali di stampa.
Per il riconoscimento delle fotocopie a colori si ribadisce quanto già
detto sulla riproduzione in bianco e nero. Inoltre lo sfondo del documento,
a causa dei vari passaggi tra i cilindri di colore, apparirà privo
di uniformità e si presenterà più o meno fittamente
striato.
STAMPANTE LASER
Una stampante non a impatto ad alta risoluzione che usa una variante del
processo elettrofotografico usato nelle fotocopiatrici per stampare testo
e grafica su carta.
Una stampante laser usa un disco rotante per riflettere un raggio laser
su un tamburo fotosensibile, sul quale l´immagine della pagina è
convertita in una serie di cariche elettrostatiche che attraggono e trattengono
il toner. Un foglio di carta caricato elettrostaticamente viene poi fatto
passare contro il tamburo per trasferire l´immagine e poi viene
riscaldato per fondere il toner sulla carta in modo da creare l´immagine
finale.
L´attuale risoluzione delle stampanti laser è compresa tra
i 300 e i 600 dpi, anche se alcune stampanti di fascia alta possono avere
risoluzioni anche molto migliori. La velocità della stampante è
espressa in pagine per minuto (ppm), ma talvolta questo può essere
fuorviante; alcune stampanti rallentano fortemente quando stampano una
combinazione di testo e di grafica complessa. Verificate la stampante
con il tipo di output che pensate di creare prima di fare la scelta finale.
La procedura e le caratteristiche di riconoscimento corrispondono a quelle
della fotocopia in bianco e nero o a colori con toner.
STAMPANTE TERMICA A COLORI
Che lo stampato non sia stato riprodotto attraverso l'utilizzo di una
stampante termica a colori (getto d’inchiostro procedimento ink-jet
Stampanti a getto d'inchiostro, cioè dispositivi in grado di stampare
testo e grafica tramite il lancio di piccole gocce d'inchiostro su un
foglio di carta, da parte di apposite testine di stampa).
L'immagine stampata, sia essa testo o grafica, è in realtà
composta di microscopici punti di inchiostro. La qualità dei colori
e la nitidezza dell'immagine sono determinate da diversi fattori: il numero
e la dimensione dei punti, la precisione con cui sono posizionati, il
modo in cui si combinano per generare i colori, oltre alla qualità
dell'inchiostro e alla sua capacità di posizionarsi sulla carta
e sui lucidi. Alcuni produttori di stampanti sostengono che la loro tecnologia
produce una migliore qualità di stampa
semplicemente perché prevede un maggior numero di punti per pollice
(dpi). Ma in effetti questa tecnica è efficace solo fino a un certo
punto, e solo su carte patinate che siano in grado di reggere la maggiore
quantità di inchiostro.Quando si guarda una pagina stampata a colori,
si osserva in realtà una disposizione complessa di quattro soli
colori, ciano (blu), magenta (rosso), giallo e nero.La stampa
genuina, invece, presenta tratti uniformi e colori vivi.
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